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Il ruolo del packaging per la sostenibilità ambientale nella GDO

15 gennaio 2020 e noi di Blue Box inauguriamo il nuovo anno visitando i nostri clienti a Marca, la fiera dedicata alla private label. Fiera che è riuscita a fornire molti spunti interessanti e che ci ha permesso di osservare i trend del packaging nella moderna distribuzione organizzata.

Uno dei temi più delicati affrontati quest’anno è stato certamente quello del packaging sostenibile. A tale proposito, nel corso dell’evento fieristico, è stata dedicata una serie di eventi dedicati all’approfondimento dell’argomento packaging dal punto di vista della GDO.

L’evento principale a cui abbiamo assistito è stato quello organizzato da Nomisma e Spin-Life, che hanno divulgato i dati raccolti dall’osservatorio packaging del largo consumo.

Il panorama italiano

I dati raccolti hanno fatto emergere un quadro chiaro della situazione del packaging in Italia. Il panorama italiano mostra uno scenario green, con l’Italia che ricopre un ruolo di primo piano nella sostenibilità a livello europeo. Un virtuosismo italiano di cui andare fieri, considerando anche il dato relativo alla produzione di rifiuti per unità di prodotto, in cui l’Italia è l’eccellenza in Europa (per ogni milione di euro prodotto l’Italia produce 43.2 tonnellate di rifiuti).

Gli importanti traguardi raggiunti a livello europeo sono frutto dell’impegno che le aziende mettono sul campo. Il numero delle imprese che prevedono di effettuare eco-investimenti cresce costantemente di anno in anno. Dal 2011 al 2019 le imprese che prevedono di effettuare eco-investimenti sono aumentate di 7 punti percentuali.

Il ruolo delle imprese è stato e sarà molto importante per raggiungere traguardi sempre più green. Ma il consumatore? Che ruolo ha all’interno del dibattito sulla sostenibilità ambientale?

Il consumatore e l’ambiente

Il consumatore è consapevole dell’impatto delle proprie azioni e dell’importanza del proprio ruolo: l’80% dei consumatori finali sa che le piccole azioni quotidiane possono fare la differenza, il 68% separa i rifiuti e il 90% è d’accordo ad acquistare prodotti rispettosi dell’ambiente. L’ambiente quindi si trasforma non più in un fattore “cool”, bensì in un vero e proprio driver di scelta. Sia nel food che nel non-food, l’ambiente è un elemento determinante nella scelta d’acquisto dello shopper.

L’ambiente è diventato un driver di scelta vero e proprio, su questo non ci sono dubbi. Ma quanto è importante l’impatto ambientale del packaging di un prodotto sulle decisioni di acquisto? Secondo l’osservatorio nomisma packaging largo consumo 2019, il 43% dei consumatori risponde che è molto importante. Di conseguenza, la sostenibilità del packaging assume grande importanza e diventa anch’esso nuovo driver nelle scelte di acquisto.

Abbiamo un consumatore consapevole, che fa attenzione all’ambiente e ritiene che le decisioni di acquisto debbano prendere in considerazione il packaging per salvaguardare l’ambiente. Ma è competente e preparato? Sa distinguere tra i diversi packaging e scegliere quello più adatto alle esigenze di eco-sostenibilità? I dati emersi evidenziano in realtà un consumatore piuttosto disinformato e non competente sui materiali che compongono il packaging.

Il consumatore consapevole e il rapporto con il packaging sostenibile

Il consumatore inizia a parlare di packaging sostenibile, ma sa davvero di cosa si parla?

Vediamo per prima cosa quali sono le caratteristiche del packaging importanti per il mercato. Il 33% dei consumatori in materia di packaging presta attenzione prima di tutto alle informazioni presenti in etichetta. Il packaging si conferma quindi ancora un grande media (per approfondimenti leggi il nostro articolo qui) e sono tante le iniziative che si possono introdurre in questo campo considerando il rapporto tra industria 4.0 e packaging.

Tipo di materiale e caratteristiche ecologiche del materiale rappresentano altre due caratteristiche rilevanti del packaging per i consumatori (rispettivamente il 27% e il 23%  dei consumatori). La sostenibilità del pack è evidentemente importante per il mercato, ma cos’è la sostenibilità del packaging per il consumatore? L’osservatorio ha messo in luce dei dati interessantissimi. Esplicati dal grafico di seguito:

Carta e vetro sono i materiali percepiti come più rispettosi dell’ambiente da parte del consumatore. In realtà, se si considera il vetro esso è il materiale la cui produzione necessita di più kg di CO2  rispetto agli altri e, allo stesso modo, il ciclo di produzione e riciclo della carta è quello che richiede più spreco di acqua. E’ evidente che il consumatore non abbia una conoscenza dettagliata e approfondita dei materiali, il rischio è quello che fondi le sue decisioni d’acquisto su luoghi comuni e percezioni (a volte sbagliate).

Ultima considerazione rilevante emersa da Marca, è la seguente: i consumatori vogliono packaging sostenibile, ma non vogliono pagarlo di più. Dalle indagini eseguite, il consumatore ritiene non sufficiente l’impegno delle aziende nella riduzione dell’impatto ambientale del packaging. Ma soprattutto, che sia un dovere proporre un packaging con minor impatto ambientale. Senza che le imprese aumentino i costi!

CONCLUSIONE

Abbiamo avuto la conferma ancora una volta che l’ambiente è divenuto fattore di scelta per il consumatore. Le aziende si stanno muovendo rapidamente per cercare di soddisfare questa esigenza del mercato finale, cercando di proporre packaging sostenibile ai propri consumatori. Ricerca e sviluppo muovono le imprese per migliorare la qualità e la sostenibilità del proprio packaging. Ma le aziende non si devono muovere solo in tal senso. Dall’analisi del mercato, è emerso un consumatore consapevole della propria importanza, ma con le idee poco chiare sui materiali e sulla loro sostenibilità. In più, non sono disposti a pagare di più per tali prodotti. Le imprese devono quindi anche educare il consumatore per migliorare le sue conoscenze sulle tematiche di sostenibilità e packaging.

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